La classe VIII racconta

La classe VIII racconta

La partenza

Ogni volta che preparo una valigia penso a quello che mi sta aspettando.
Per me è sempre un’esperienza nuova che va vissuta. In un tragitto lungo o meno c’è sempre qualcosa da fare, come guardare le luci delle città dal finestrino dell’aereo o dal treno osservare i vari paesaggi che cambiano…
Il 6 settembre 2015 ci siamo trovati alla stazoine di Mestre per prendere il treno che ci ha portati a Roma, dove abbiamo preso un altro treno fino a Cassino in Molise.
Durante il tragitto, che è stato molto lungo, siamo stati capaci di trascorrere il tempo sfruttandolo al meglio: divertendoci, ridendo, scherzando e giocando a carte.scarpe-1
Ci siamo raccontati delle divertenti esperienze avvenute durante l’estate visco che non ci eravamo mai visti.
Siamo inoltre riusciti ad infastidire una strana signora vestita di arancione che è venuta a dirci che si stava “instupidendo” per il nostro trambusto!! Nonostante avessimo detto che aveva ragione, abbiamo continuato a fare confusione. Durante il viaggio abbiamo mangiato i nostri panini e poi siamo arrivati alla stazione di Cassino che era molto piccola ed era situata in questo piccolo paesino, a differenza
della stazione di Roma che era molto grande ed affollata!
Fuori dalla stazione di Cassino ci aspettava il pullman che ci avrebbe portati al Rifugio del Falco nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Durante il tragitto abbiamo chiacchierato e mangiucchiato,  più strada facevamo più il paesaggio cambiava, siamo passati dai grandi paesi in pianura a poche case sparse tra le colline!
Dopo due ore di starziante viaggio e di tornanti siamo arrivati al rifugio.

Alice Semenzato    Andrea Boldrin    Gioele Calleri    Sergio Ghedin

 

L’organizzazione del rifugio

scarpe-3Domenica 6 settembre siamo partiti da Mestre, con la classe, per andare in Molise. Dopo un lungo e stancante viaggio, siamo infine arrivati al rifugio del Falco: era situato in mezzo al verde dove vi pascolavano mucche e cavalli.
Entrati nel rifugio, ci hanno subito assegnato le camere, una per le ragazze ed una per i ragazzi; le ragazze purtroppo o per fortuna, dipaende da che verso si guarda,dormivano con le maestre Elisa e Bertilla.
Dopo esserci sistemati, siamo andati in sala da pranzo a cenare; dopodiché la maestra Elisa ci ha assegnato gli incarichi.
Un gruppo di noi si occupava di tenere in ordine i bagni, un altro delle docce, altri si occupavano della sala da pranzo, qualcuno delle camere da letto, qualcuno della cucina, qualcun’altro dell’esterno ed infine Gregorio ed Elisa si occupavano del caminetto.
C’erano inoltre i turni in cucina che consistevano nell’apparecchiare, cucinare e lavare i piatti. Per la prima volta abbiamo avuto la responsabilità di svolgere compiti così importanti, vuol dire che la maestra ci ha ritenuto abbastanza maturi.
All’inizio pensavamo che fosse una cosa noiosa e faticosa, ma alla fine si è rivelata più divertente del previsto.
La mattina seguente , con sveglia alle otto, il gruppo della colazione è subito sceso trafelato, in pigiama e ciabattoni, per preparare la colazione.
Gli incaricati del caminetto lo hanno raggiunto per accendere il fuoco.
Quando gli altri scesero, il fuoco scoppiettava già allegramente!
Dopo aver fatto una sostanziosa colazione, gli incaricati hanno sparecchiato la tavola e hanno cominciato a lavare le tazze e i piatti sporchi.
Gli incaricati del salone hanno spazzato per terra e sotto al tavolo, per raccogliere il cibo caduto e la polvere.
scarpe-2Nel tardo mattino, chi di dovere, ha cominciato a preparare il pranzo e ad apparecchiare la tavola per poi manciare quello che ci avrebbe servito.
Le maestre hanno cominciato a preparare il sugo, mentre gli incaricati del turno tagliavano le verdure che poi avremmo mangiato.
Dopo un’escursione, super faticosa e nebbiosa, molto interessante, gli incaricati hanno ricominciato a preparae la cena con le maestre. Nel frattempo gli altri sono andati a riposarsi nelle proprie stanze prima della cena.
Quando siamo scesi, il tavolo era già  apparecchiato per la cena; noi ci simo seduti e abbiamo cominciato a mangiare quello che avevano preparato le maestre assieme agli incaricati.
Dopo aver ovviamente sistemato la cucina, siamo tutti saliti nelle camere da letto a chiacchierare.
Dopo un pò di risate e battute, la maestra Bertilla ha chiamato le ragazze per farle andare a dormire nella propria camera; prima però, con la maestra Elisa, abbiamo  recitato la preghiera della buonanotte ed ognuno è andato nel proprio letto. Poco dopo tutti “si sono addormentati”.Si è continuato così per quattro giorni…

Alice Castelli    Serena Castellaro   Diego Boscolo    Elisa Brunello

Le scarpe in Molise

scarpe-4 L’esperienza della realizzazione delle scarpe sotto la guida di Elena, è stata molto interessante, ma anche faticosa in certi passaggi, come tagliare la suola, la zeppa e rifinire.
Per cominciare Elena ci ha misurato il piede, per fare questo ci ha dato una piantella di carta grande come il nostro piede o un pò più grande. Noi l’abbiamo ricalcata sulla carta e l’abbiamo tagliata, segnando anche i buchi per le cuciture.
In seguito, abbiamo ripetuto questo passaggio su della pelle di mucca, in maniera da ricavare due piantelle: una destra ed una sinistra. La parte difficile di questo passaggio è stata quella di non sprecare la pelle.
Poi le abbaimo cartavetrate ben bene. Il passaggio successivo consisteva nel ricalcare per l’ennesima volta la piantella sulla gomma che sarebbe servita per la suola.
Per realizzare il tacco (o zeppa) abbiamo ricalcato la parte posteriore della piantella su della gomma marroncina.
Con un trincetto (una specie di coltello) abbiamo ritagliato le zeppe e le suole e con quest’ultimo attrezzo abbiamo scavato una specie di scalino nella parte non curva della zeppa.
Abbiamo scelto uno o due colori della pelle per le nostre scarpe e abbiamo ricalcato le tomaie e le vaschette del nostro numero dallo stampo di Elena, seguendo anche i fori. La tomaia è la parte laterale, la vaschetta è la parte superiore della scarpa.
Con una fustella dal diametro di 1,5mm, ed un martello, appoggiandoci su una specie di plastica, abbiamo forato i buchi per le cuciture.
scarpe-5I buchi li abbiamo fatti anche sulla piantella che abbiamo incollato alla tomaia con il mastice, facendo attenzione che prma si fosse asciugato.  Successivamente le abbiamo unite cucendole con un filo cerato. Nello stesso modo abbiamo incollato il tacco e abbiamo rifinito il tutto con il fourote (simile ad un cutter), facendo attenzione a non tagliare la tomaia e infine abbiamo attaccato anche la suola di gomma.
Chi voleva sulla vaschetta poteva realizzare delle decorazioni, facendo prima il disegno, poi i fori e infine cucendolo, sempre con il filo cerato.
In seguito abbiamo cucito la vaschetta alla tomaia ed è stato digìfficile stringere la cucitura che passava attraverso i fori. Poi abbiamo cucito la parte sul tallone nello stesso modo.
Con un attrezzo inventato da Elena:
un tavoletto di legno avente una lametta impiantata ed una guida, abbiamo ritagliato da dei cerchietti in pelle delle stringhe che servivano per i lacci. C’erano due opzione: i lacci si potevano infilare nella pelle della tomaia dove abbiamo fatto tre buchi per lato con la fustella di 3,5mm; oppure si potevano far passare attraverso delle asole. Dopodiché  Elena ci ha rifinito i bordi della suola.  Infine abbiamo passato i lacci a piacere. A questo punto le nostre scarpe erano finalmente terminate!
Quest’esperienza è stata bella e soddisfacente e la ricorderemo sempre.

Diletta Romano    Giacomo Cuogo   Sebastiano Tocci

Le escursioni

scarpe-8Durante la nostra permanenza in Molise abbiamo potuto fare varie escursioni.
La prima escursione ci è stata proposta da Simone, la nostra guida, subito abbiamo notato in lui una somiglianza con il nostro compagno di classe: Giacomo.
Percorrendo una lunga strada, siamo giunti all’inizio di un sentiero, in un bellissimo e verdeggiante bosco di faggi.
All’inizio del sentiero, Simone ci ha illustrato le qualità del bosco e ci ha indicato le regole da rispettare: una delle piuù importanti era quella di mantenere il silenzio per non spaventare gli animali.
Lentamente, dopo varie soste, con lo zaino in spalla ed un cannocchiale a portata di mano, siamo giunti al limite del bosco.

Ad un certo punto è successa una cosa incredibile: davani ai nostri occhi sono apparsi dei meravigliosi cervi, dal palco maestoso e forte.
È stata un’emozione unica! Fra le montagne siamo anche riusciti a scorgere un camoscio che brucava l’erba, solitario.
Ci siamo riposati nel bel mezzo della natura dove abbiamo gustato della cioccolata fondente. Dopo essere stati lì all’incirca un quarto d’ora e aver ammirato un bellissimo e suggestivo paesaggio, pian piano abbiamo ridisceso il sentiero. Nel mentre è successo un altro fatto davvero straordinario, una grandissima volpe dal manto rosso ci stava seguendo.
Così con il consiglio di Simone abbiamo dato alla volpe una gustosa mela.
La volpe si è avvicinata per mangiare la mela a tal punto da poterla ammirare in ogni suo particolare e alcuni dei nostri compagni sono riusciti ad accarezzarla.
scarpe-7Rapiti da questo evento non ci siamo accorti che il buio era sceso sul bosco, così abbiamo acceso le nostre torce frontali per cercare la legna per alimentare il focolare poiché la sera era fredda.
Ecco che con il nostro ritorno a casa,  chi in macchina per le vesciche ai piedi e chi a piedi cantando allegramente, nella nebbia si è conclusa la nostra escursione.
Nella seconda uscita ci ha guidato Ruggero. È stata un’esperienza sensoriale che ci ha permesso di comprendere l’importanza di usare i sensi.
Ruggero ci è parso da subito una persona squisita. Assieme a lui ci siamo riuniti in cerchio, abbiamo detto il nostro nome e ciò che più ci stava a cuore. Facendo una breve camminata ci siamo ritrovati dall’altra parte della strada dove ci siamo accomodati a terra e Ruggero ha conseganto ad ognuno di noi una mascherina per coprire gli occhi , in modo tale da utilizzare il senso del tatto. In seguito, dopo aver indossato le nostre mascherine, Ruggero ha posato tra le nostre mani due oggetti con delle qualità differenti. Grazie al senso del tatto abbiamo potuto capire che si trattavano di due piume differenti tra loro: una maggiormente lunga e incurvata verso la punta e meno soffice rispetto la seconda che risultava più corta e con più imperfezioni, cioè era “spennacchiata”.
Dopo esserci tolti le mascherine abbiamo scoperto che la prima era una piuma di falco, mentre la seconda era di gufo.
Sempre con il senso del tatto senza mascherine ha fatto passare il palco di un cervo e il corno di una mucca. Al tatto il palco di cervo, per alcuni, sembrava legno, per latri pòastica, ma in realtà Ruggero ci ha spiegato che era osso. Successivamente ci siamo incamminati verso uno spazio verdeggiante e lì abbiamo simulato il procedimento della fotosintesi.
La nostra attenzione si è posata su di un faggio che abbiamo osservato e testato e alcuni di noi hanno ricevuto il compito di attribuirgli degli aggettivi. Con questi aggettivi abbiamo creato una poesia evidenziando le sue qualità.
Si è conclusa così questa stupenda escursione.
scarpe-9Una bellissima esplorazione naturalistica è stata quella con Barbara, la quale ci ha mostrato varie piante, tra le quali, la carlina che fa parte della famiglia dei cardi.
Ci ha pio indicato il ginepro, pianta utilizzata per la produzione del gin e per insaporire la carne.
Camminando lungo l’unica strada che c’era, siamo giunti ad una sorgente, abbiamo assaporato l’acqua fresca e siamo tornati al rifugio.
L’ultima uscita è stata quella ad Agnone, dove ci aspettava l’entusiasmante visita al fondificio Marinelli. Appena entrati un Signore ci ha accompagnati e fatto accomodare in una stanza dove abbiamo guardato un filmato sulle campane, che ha fatto sbellicare tutti dalle risate!
Finito il filmato la guida ci ha detto che per fare una campana ci volevano tre passaggi.
Il primo era quello di costruire una campana di mattoni. In seguito si ricopriva questa struttura con del cemento e per realizzare i decori si utilizzava della cera, incidendo delle figure che poi sarebbero state applicate sulla campana. Ogni decoro o figura veniva realizzata interamente a mano.
Per applicare le decorazioni alla campana si doveva mettere uno strato di ferro. Infine si spaccava con un martello la struttura di mattoni  liberando la campana.
Ci siamo poi spostati al museo delle campane dove il signore ci ha raccontato alcune notizie sulla storia delle campane, e poi ha eseguito un piccolo concerto di campane solo per noi.
Alla sera, con il nostro pulmino, siamo andati all’osservatorio astronomico.
Dopo aver mangiato ci siamo apprestati a salire e siamo rimasti a bocca aperta: c’era un enorme cannocchiale!
Il signore ci ha spiegato varie cose sulle costellazioni e sulle galassie. Quella sera siamo riusciti a vedere Saturno.
È stato semplicemente fantastico!
Per concludere la nostra gita l’astrologo Antonello è venuto a parlarci delle stelle. Abbiamo steso un telo a terra e ci siamo tutti seduti con la testa verso il cielo.
Ci ha letto un brano su Gea e la creazione secondo gli antichi greci e ci ha raccontato i vari miti che appartenevano alle rispettive costellazioni. Infine ci ha lasciato leggendo un brano dal libro “Il piccolo principe”.
A nostro parere la gita ci ha portato incontro aspetti interessanti e novità molto belle.
Questa gita per noi è stata un’esperienza da ricordare per sempre!!!

Virginia Volpato   Elena Giubilato   Giovanni Sorarù

Il tempo libero

scarpe-6In questa gita, il nostro tempo libero lo abbiamo passato così: appena terminato il lungo viaggio e arrivati al Rifugio del Falco, abbiamo posato i bagagli per approfittare del pomeriggio libero ed esplorare il territorio del Parco Nazionale Lazio-Molise-Abruzzo.
Durante la nostra esplorazione abbiamo incontrato un branco di cavalli; alcuni di noi hanno dato loro dei nomi, mentre altri si sono limitati ad accarezzare il loro morbido muso. Altri si divertivano giocando a pallone.
Il tempo è passato in questo modo fino all’ora di cena in cui i respondsabili del rifugio ci hanno preparato da mangiare.
Dopo aver mangiato abbiamo trascorso la serata giocando a Poker.
Una volta che la sala da pranzo era pulita e sparecchiata, ci siamo recati tutti nelle nostre camere, dove abbiamo giocato e parlato fino a quando le maestre Elisa e Bertilla sono venute da noi per augurarci la buonanotte. Appena le maestre si sono allontanate noi abbiamo continuato a chiacchierare per un altro pò di tempo fino a quando il sonno ha placato le nostre chiacchiere […] La matina del giorno seguente dopo aver fatto colazione ci hanno lasciato un’oretta prima di continuare il laboratoriodelle scarpe, in quell’oretta siamo passati dai cavalli, Andrea B. ha dato il nome Pellikan ad un cavallo.
Durante il laboratorio delle scarpe fatto con l’aiuto della calzolaia Elena, abbiamo conosciuto Bianca, la figlia della migliore amica di Elena.
Bianca ha la nostra età e con lei abbiamo parlato molto durante il nostro tempo libero. Dopo abbiamo pranzato e successivamente siamo andati a fare un’escursione ad Agnone, un paesino a circa due ore dal Rifugio.
Abbiamo preso un pulmino dove si sentivano benissimo i bassi perché l’autista pensando di farci cosa gradita teneva il volume della radio sostenuto […] Non appena finita la visita siamo andati a prenderci un gelato e poi siamo ripartiti con il nostro pulmino, e siamo andati all’osservatorio astronomico per osservare le costellazione, pianeti e galassie.
L’ultimo giorno è arrivata la famiglia di Bianca con la cena. Alcuni di noi sono andati a prendere della legna per cuocere le salsicce. Dopo aver gustato le salsicce abbiamo salutato la famiglia di Bianca e siamo andati a dormire presto dato che il giorno dopo avremmo dovuto affrontare il viaggio. L’indomani abbiamo fatto le valigie e col pulmino siamo arrivati fino alla stazione, da lì con il treno fino a Mestre dove i genitori ci hanno portato a casa.

Gregorio Guarinoni    Giovanni Vangelista    Andrea Simionato   Ludovica Zanier

Il ritorno

scarpe-10Dopo questa settimana abbiamo affrontatao il viaggio di ritorno.
Abbiamo ripreso il pullman che ci ha riportato alla stazione di Cassino; durante il viaggio abbiamo parlato e ascolatato le canzoni della radio.
Saliti sul treno abbiamo pranzato con la pizza che Elena ci aveva dato prima di partire con il pullman. In questo viaggio abbiamo un pò letto
i nostri libri o giocato per passare il tempo!!!
Una volta giunti a Mestre eravamo sfiniti, ma entusiasti della ricca settimana appena passata.
I numeroni viaggi che ho compiuto nell’arco della mia vita, sono stati tutti molto noiosi, ma allo stesso tempo felici, nonostante io fossi solo , per questo l’unione che ci ha coinvolto in questo lungo viaggio è stata magicamente e sorprendentemente bella.
Riguardare i souvenir comprati in vacanza è come rivivere ogni attimo delle esperienze fatte. scarpe-11
Tornare a casa siglifica lasciarsi un mondo di culture diverse alle spalle e rientrare nella routine di sempre, ma i bei ricordi della vita trascorsa insieme resteranno per sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori.
Viaggiare è sempre un’emozione fantastica perché il mondo è un libro
aperto e noi dobbiamo scoprirne ogni pagina.

Alice Semenzato   Andrea Boldrin    Gioele Calleri   Sergio Ghedin

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