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Secondo settennio

Nel secondo settennio il bambino ricerca il rapporto con il mondo e con chi lo abita; acquista quindi importanza l’educazione dei sentimenti attraverso l’esperienza del bello.
Il maestro come autorità amata diventa la porta che si affaccia sul mondo, in una relazione che muterà di pari passo ai mutamenti del bambino. Ogni classe inizia il suo percorso con un maestro che la accompagnerà, come figura di riferimento, per tutto il ciclo di otto anni.
Nel corso del tempo il maestro verrà affiancato da altri insegnanti specializzati nelle singole materie.
Compiti principali del maestro di classe sono presentare le lezioni nel modo più vivo e artistico possibile e armonizzare i vari talenti e temperamenti dei ragazzi così da suscitare simpatia, tolleranza e senso sociale.
Ogni mattina le prime due ore sono dedicate alle materie principali che vengono trattate continuativamente per più settimane, cioè a epoche, per favorirne l’approfondimento. Questo facilita l’introduzione in ogni lezione di altre materie correlate: drammatizzazione, disegno, poesia, ecc.
Dopo una pausa ci si dedica alle materie che richiedono un ritmo preciso e una pratica costante, come le attività artistiche, linguistiche, artigianali e motorie, in cui il maestro di classe può essere sostituito o affiancato dai maestri di materia.
I bambini vengono guidati a redigere i propri libri di testo materia per materia, così da coinvolgerli sia concettualmente sia artisticamente nel processo di apprendimento.

Orticoltura e artigianato, ponendo i bambini a contatto col mondo, promuovono la formazione della loro capacità di giudizio

7 – 9 anni

Quello che nei primi tre anni di scuola l’insegnante illustra attraverso fiabe, leggende e miti, che viene dai bambini accolto per immagini, pone il fondamento per una configurazione artistica.
Nel disegno pittorico compaiono motivi dai quali emergono le prime lettere dell’alfabeto, prima ancora che queste vengano impiegate nella scrittura come segni astratti. Anche le cifre e i numeri nascono da immagini che creano un intimo rapporto con il contare e il calcolare. La lezione iniziale è accompagnata da canti e poesie, nonché da un adeguato movimento ritmico.
Poiché la forza di imitazione riecheggia ancora fin nel terzo anno di scuola, nelle primissime classi essa può rivelarsi feconda per l’introduzione di due lingue straniere (inglese e tedesco). Ripetendo in tutta naturalità ciò che si è udito e cantato insieme, si viene a creare un sentimento della lingua – come nell’apprendimento della lingua madre – che forma una base importante per i passi che verranno affrontati più tardi nello studio.
L’espressione musicale mediante uno strumento inizia per tutti con il flauto o con semplici strumenti a pizzico: negli anni seguenti si aggiungono altri strumenti, formando un’orchestra di classe e più tardi un’intera orchestra delle classi superiori.
Il lavoro manuale, che inizia con il lavoro ai ferri e all’uncinetto per ragazzi e ragazze, è campo di esercitazione permanente fino alle classi superiori. Ivi si realizzano lavori di alto livello come abiti, costumi per le recite e tessuti.
Fino ai nove anni è necessario parlare del mondo, di piante e animali, di monti e fiumi come nelle fiabe, appellandosi di preferenza alla fantasia. Piante, montagne e sorgenti devono parlare al bambino e venirgli incontro dal mondo esterno con lo stesso linguaggio che egli conosce già in se stesso.

9 – 12 anni

Dopo il nono anno di età – nel corso del terzo anno di scuola – il rapporto con l’ambiente e l’autorità cambia. L’interesse si estende oltre l’ambito del quotidiano, il bambino entra nel mondo con maggior coscienza, il rapporto di autorità nei confronti dell’educatore viene messo alla prova.
La scuola va incontro a questa pressione e risponde con contenuti nuovi, ad esempio con arti e mestieri nella terza classe, laddove si studiano i fondamenti delle moderne tecniche di coltura, che si possono poi seguire in luogo.
Si ara, si semina, si miete, si trebbia, si macina e si cuoce nel forno. In tale attività si destano la comprensione e la gratitudine per il nostro pane quotidiano. I lavori vanno dal lino alla tela di lino, dalla tosatura delle pecore fino alla filatura della lana e fino all’abito confezionato, dalla cottura del mattone fino alla costruzione di una casa. Essi collegano i fanciulli con i fondamenti della vita: nutrimento, vestiario, abitazione.
La storia del proprio paese, che segue in quarta classe, i primi elementi di geografia e di storia in quinta, aprono la visuale sull’ambiente circostante ancora più vasto.
Il fanciullo accompagna tali materie di studio con vivi sentimenti. Nella descrizione per immagini della storia universale egli sente quali apici i diversi popoli abbiano raggiunto e prova ammirazione per le loro imprese e per i loro eroi.
In questa età si sviluppano simpatia e antipatia: simpatia verso gli eroi nobili e liberatori – antipatia verso le figure negative o malvage.

12 – 14 anni

Nel dodicesimo anno di età sorge il desiderio legittimo di penetrare il mondo anche con il pensiero, di intuire i processi fisici, di scoprire il chimismo della natura, di capire l’economia, il commercio, le leggi e la giustizia.
In questa fase – a partire dal sesto anno di scuola – vengono trattati in maniera fenomenologica materie come la fisica e la chimica, vengono praticate la geometria e l’astronomia, si getta un primo sguardo alla natura del denaro e della banca e si esercita il calcolo delle percentuali, degli interessi, degli sconti e del cambio.
L’insegnamento della lingua, con la poesia e la letteratura, la grammatica e gli esercizi di espressione linguistica, la storia universale fino ai tempi più recenti e l’etnologia giungono a una conclusione provvisoria.
Composizioni liriche, epiche e drammatiche accompagnano tali temi di insegnamento. Perlopiù essi culminano, alla fine del quattordicesimo anno di età, in una grande rappresentazione drammatica. Con l’approssimarsi dell’età giovanile sorge una nuova disposizione all’apprendimento.
Le scienze mantengono un connotato immaginativo legato al mondo della natura fino alla III Classe. Dalla IV Classe si iniziano a studiare antropologia e zoologia, dalla V botanica, dalla VI geologia e fisica. In VII si aggiungono astronomia, chimica e scienza della nutrizione ed in VIII meteorologia, rispondendo così alla necessità profonda dei preadolescenti di accostarsi al mondo e alle sue leggi anche attraverso l’esercizio di un pensiero logico-razionale autonomo.

Approfondimenti

vedi anche: