Notizie dalla III classe

Notizie dalla III classe

Intorno al nono anno di età, nell’essere umano avviene un mutamento significativo sia a livello fisico che animico-spirituale, che Rudolf Steiner ha voluto chiamare il passaggio del Rubicone.
Quando il bambino supera i sette anni e si avvicina ai nove, entra in una nuova fase della sua vita che influenzerà il suo destino futuro.
Fino al nono anno, il bambino viveva nella fase dell’imitazione, cioè si comportava secondo quello che accadeva nel suo ambiente, ed era per così dire in uno stato sognante: egli era un tutt’uno con il suo ambiente.
Ma a nove anni la situazione cambia, il bambino si desta e per la prima volta guarda il mondo in modo particolarmente cosciente.
Nell’interiorità il bambino percepisce il proprio io in modo nuovo, perché l’io interviene nel suo destino ed egli sperimenta se stesso in maniera più profonda rispetto al passato. Il bambino si risveglia e incomincia ad osservare il mondo, capisce meglio il perché delle azioni e questo risveglio può manifestarsi nello stupore oppure nella critica. Sorge in lui l’attenzione e la curiosità: il bambino chiede di tutto, vede i nostri difetti e ne vuole conoscere il perché, conoscere la gioia e il dolore nei rapporti sociali e cerca in essi un inserimento.
Inconsciamente percepisce che nella sua vita penetra qualcosa che riguarda il suo essere individuale, si sente un essere a sé stante, e non è raro che chieda ai suoi genitori se essi sono davvero la sua mamma e il suo papà.
Il bambino incomincia a mettere in discussione quanto viene a lui detto: si pone nei confronti degli adulti in maniera più critica.
Può allora succedere che egli chieda: “Come fai a sapere questa cosa? Sei sicuro di quello che mi stai dicendo?”.
Come educatori, sarà utile mantenere la calma e non dilungarsi in spiegazioni e definizioni; sarà risolutivo trovare per lui una parola che parta dal cuore.
Gli adulti devono cercare la giusta atmosfera per accompagnare il bambino in questa delicata fase della vita: un ambiente pauroso e ansioso, la passività e la superficialità moderna rendono difficile il passaggio. Se invece l’ambiente è sereno, se egli può vedere come gli adulti affrontano le prove del destino, allora l’io del bambino potrà affermarsi senza risvolti negativi.
Afferma Steiner: “…ciò che noi seminiamo nell’ottavo o nono anno di vita del bambino ha i suoi effetti nel quarantacinquesimo, nel cinquantesimo anno di vita dell’adulto…”.
Per Rudolf Steiner questo passaggio è una delle svolte più importanti della nostra biografia e la denomina come la “crisi della solitudine”.
Il bambino di nove anni, diventando cosciente del suo mondo interiore è incline a rimuginare, perciò la sua mente ha bisogno di particolare nutrimento che può essere fornito da storie allegoriche o simboliche e che, in ogni caso, presentino idee vivide, artistiche, immaginative e stimolanti.
Il mondo meraviglioso dell’infanzia viene lasciato alle spalle, sprofonda.
Ciò determina una fase di paura e solitudine; il bambino si interroga sul bene e sul male e attraverso queste esperienze, si immette nel sentiero che lo porterà pian piano a conoscere se stesso.
Ora gli adulti non sono più per il bambino delle autorità intoccabili e se ne distacca. Gli adulti devono sacrificarsi e nutrire un grande amore per i figli e per gli alunni di quest’età; devono rispettare questo loro distacco, perché se ciò non avvenisse non si potrebbe verificare appieno questa fase importante per lo sviluppo animico-spirituale del bambino.

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I genitori e i maestri devono modificare i loro atteggiamenti, per portare incontro al bambino di nove anni dei nuovi argomenti, adatti a questa fase di vita. Le fiabe per esempio non sono più il rimedio giusto per lui perché sarebbero un tentativo di trattenerlo nel suo sviluppo.
Dopo il nono anno il bambino non vive più immerso nel mondo, come nell’età delle fiabe, ora vede il mondo dal di fuori e ne scopre il silenzio: sorgono in lui delle domande ed egli vuole trovare le risposte.
Quel che da adesso in poi interessa al bambino sono i fatti veri della vita: egli mangia il pane e all’improvviso vuol sapere tutto di come il pane viene fatto, vuol sapere come si vive in una fattoria, è incuriosito dalla vita dei vari lavoratori, insomma vuole entrare in contatto con la realtà della vita vera; è importante che a quest’età il bambino lavori a qualcosa di concreto.
Si tratta di una nuova nascita.

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Quali sono i giusti mezzi per intervenire in maniera idonea nel delicato passaggio del Rubicone?
Il piano di studi delle nostre scuole per la classe terza tiene in grande considerazione questo delicato passaggio evolutivo e, ai nostri bambini, proponiamo argomenti a loro consoni e utili.
Le indicazioni che Rudolf Steiner ha dato nel piano di studi per la terza classe, hanno il compito di formare nel bambino un involucro che contenga il suo io.

I mestieri e le attività pratiche

Nella ricca programmazione della terza classe vi è anche la scoperta da parte dei bambini degli antichi mestieri dell’uomo e tante attività pratiche-manuali.
Occorre introdurre il bambino nei fatti del mondo reale, del regno vegetale, del regno animale e di quello umano. E’ utile farlo attraverso delle attività pratiche presenti nel territorio in cui vive, perché queste lo aiutano a conoscere il suo ambiente, visto che egli sta cercando una risposta alla domanda sulla sua posizione nel mondo.
Si fa visita a vari artigiani della zona (fabbro, calzolaio, vetraio, tessitrice, produttori di formaggio, e altro ancora), li vedono lavorare e ascoltano la loro storia.
La scoperta dei
mestieri dell’uomo lo aiutano a “vedere” come anch’egli potrà agire sul mondo per crearsi la sua autonomia futura.
Tutto ciò gli infonderà sicurezza e lo aiuterà a guardare al futuro con fiducia: sarà felice perché avrà potuto vivere e ascoltare le cose della vita vera.

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Le possibilità di fare esperienze pratiche sono tante, come per esempio: fare il pane, trasformare la frutta in marmellate, la filatura della lana, la lavorazione della pelle, fabbricazione dei mattoni, costruzione di mobili, tessitura, ecc.
Tra le attività che abbiamo praticato quest’anno c’è stata l’
agricoltura. Il bambino scopre che la terra ci dà la maggior parte del nostro cibo e dei nostri indumenti; impara a considerare i bisogni umani e scopre che la vita dell’uomo è interamente legata alla Madre Terra, la quale provvede, grazie al lavoro dell’uomo, alla nostra sussistenza.
Il bambino arerà la terra e in essa vi seminerà e potrà vedere che, come il seme germoglia così anche germoglierà il suo io.
La vita del contadino è molto utile per far sperimentare al bambino, in maniera non ancora cosciente, la corrente ciclica del tempo. Il contadino infatti raccoglie ciò che è cresciuto nel passato, coltiva e cura nel presente, e seminando prepara il futuro.
Attraverso la scoperta dei mestieri e facendogli fare delle attività pratiche, potremmo portare incontro al bambino il sentimento di come un uomo sia veramente uomo soltanto quando adopera le proprie mani lavorando per il mondo.
Altre, e innumerevoli possono essere le occupazioni pratiche, come per esempio la costruzione di una
casetta.
Sarà utile portare incontro ai bambini la necessità di costruirsi un riparo, non solo come protezione dalle condizioni atmosferiche, ma anche perché l’uomo ha bisogno di ritirarsi dal mondo esterno per stare con se stesso. Egli prende le cose che la natura gli dà e costruisce qualcosa per ritirarsi da essa.
Durante la costruzione
vengono erette pareti, le si copre con un tetto e si aiuta così il bambino a separarsi, a trovare protezione dal mondo esterno.
In questa attività il bambino sperimenta la formazione del proprio spazio interiore.
Quest’anno il lavoro parte dalla fabbricazione di mattoni in
terra cruda, che si ottengono impastando terra, sabbia, acqua e paglia.
Una volta preparato l’impasto, si procede riversandolo dentro a degli stampi di struttura lignea.
Dopo una settimana circa lo stampo può essere tolto, ma i mattoni saranno ancora umidi.
I mattoni possono essere utilizzati per la costruzione, dopo che sono stati ad asciugare per circa 2 settimane.
Questa dei mattoni in terra cruda è una tecnica diffusissima in Medio Oriente e in Africa, perché svolge un notevole effetto di protezione degli ambienti interni dal caldo.
Anche in Italia si trovano case costruite con questo sistema, soprattutto in Abruzzo, Sardegna e Piemonte.
E’ chiamata anche
architettura povera, e noi di terza (alunni, genitori e maestra), in effetti stiamo spendendo quasi niente di materiale per fabbricare i nostri mattoni, investendo, però, tanta e tanta bella energia.